RISPARMIO ENERGETICO

In generale è possibile distinguere diverse classi di prestazione energetica degli edifici, i cui indicatori sono dati dall’attestato di certificazione energetica certificazione  energetica, documento che attesta i consumi energetici di un edificio, riportandone la quantità di energia, oltre ad informazioni dettagliate sull'involucro edilizio e sugli  impianti installati. Introdotta con la finanziaria 2007, la certificazione energetica viene redatta da tecnici specializzati grazie a cui è possibile classificare gli edifici, un po' come si fa con l'etichettatura energetica degli elettrodomestici. Questo certificato incide sul valore dell'immobile che, di fatto, precisa quali sono i consumi riferiti alla superficie abitabile riscaldata. Ma al di là dei meri valori numerici è possibile anche fare una  classificazione qualitativa degli edifici secondo lo schema  seguente:

- Edifici convenzionali che non rispettano le normative sul risparmio energetico risparmio energetico. Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
 - Edifici convenzionali che rientrano nei valori da norma.
 - Edifici a ridotto consumo energetico.
 - Edifici passivi.
 - Edifici a consumi zero.

Da questa classificazione risulta evidente che le prestazioni energetiche sono tanto più performanti quanto più ci avviciniamo all’ultima voce dell’elenco. È quindi interessante analizzare quali possano essere i fattori discriminanti tra queste categorie. Certamente, come già precisato, uno degli obiettivi principali è ridurre la trasmittanza che significa quindi aumentare la qualità dell’isolamento, detto anche coibentazione, dell’involucro. Questo è per altro il parametro più importante, ma non l’unico.

LA VENTILAZIONE
Insieme all’isolamento, un altro parametro che detiene l’importanza maggiore è la ventilazione che interessa quindi la movimentazione dell’aria all’interno dell’edificio. Tipicamente gli edifici con scarse prestazioni energetiche non  hanno un sistema di ventilazione forzata, ma il ricambio d’aria avviene  unicamente attraverso i pertugi dell’involucro o l’apertura delle finestre e porte. Per molto tempo si è stimato il valore di tale ricambio d’aria in 0,5  volumi/ora che significa che ogni due ore l’intera aria presente nell’ambiente  viene cambiata. In realtà questo valore era attendibile fino a qualche anno fa,  allorchè non esistevano stringenti normative sul risparmio energetico. A oggi, con il miglioramento della coibentazione, tale valore risulta un po’ alto a tal  punto che molti progettisti utilizzano come valore di riferimento 0,3 volumi/ora che significa che l’ambiente richiede tre ore per avere un ricambio d’aria completo. 
Questo miglioramento della prestazione energetica dell’involucro ha causato quindi un peggioramento della qualità dell’aria in ambiente, restando quest’ultima per più tempo all’interno dell’ambiente stesso. Ed è quindi nata la cosiddetta ventilazione forzata. Il termine forzata, in contrapposizione con il termine naturale che viene utilizzato per la ventilazione tradizionale, indica  che esiste un apposito impianto che “costringe” l’aria ad entrare ed uscire dall’ambiente secondo appositi canoni di progetto. Tale impianto innalza enormemente la qualità energetica dell’edificio in quanto è possibile recuperare il calore dell’aria calda ma esausta presente in ambiente, pre-riscaldando l’aria di rinnovo mediante appositi scambiatori.

SERRAMENTI E PONTI TERMICI
Altri  due parametri molto interessanti e che influenzano le performance dell’edificio per il 15% sono i componenti finestrati e i ponti  termici.
Innanzitutto, a conferma di quanto già detto in precedenza, per quanto la trasmittanza delle  finestre sia molto più elevata rispetto a quella dei componenti opachi, l’influenza complessiva della coibentazione delle strutture opache è comunque  maggiore rispetto a quella delle strutture trasparenti a causa della netta differenza di superficie tra le due. Ridurre la trasmittanza dei componenti finestrati resta comunque molto importante e tale riduzione può ottenersi mediante l’utilizzo di vetri ad alta efficienza energetica efficienza energetica.
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell'impatto ambientale e dei costi associati., tipicamente  vetri doppi o tripli selettivi a bassa remissività.
I ponti termici invece sono le interruzioni dell’isolante, per esempio in  corrispondenza di spigoli, angoli, balconi, travi etc. L’interruzione dell’isolante è dannoso per l’efficienza energetica dell’edificio in quanto vanifica parzialmente il lavoro effettuato dall’isolante stesso, lasciando passare calore verso l’esterno. E l’importanza di questo parametro è di grande  attenzione per i progettisti degli isolamenti che stanno cercando sempre più di  ridurre i ponti termici mediante più raffinate installazioni dell’isolante ed eventualmente riducendo il numero di punti di  interruzione.

L'ORIENTAMENTO
Un altro parametro, seppur meno importante è l’orientamento degli edifici, mentre verrà tralasciato il discorso sugli apparecchi elettrici già discusso in un’altra sezione. L’orientamento dell’edificio chiaramente riguarda unicamente i  serramenti vetrati, ovvero gli unici in grado di far passare la radiazione  solare e quindi quelli che vengono definiti apporti gratuiti all’edificio. Il  sole infatti con il suo irraggiamento irraggiamento Meccanismo di trasmissione del calore  per mezzo di onde elettromagnetiche. A differenza della conduzione e della convezione, l'irraggiamento può anche avvenire nel vuoto (è cosa che si propaga il calore dal Sole alla Terra). Tutti i corpi emettono delle radiazioni perché  tutti i corpi possiedono una determinata temperatura; tuttavia l'entità dello scambio termico dipende dalla natura dei corpi, dalla loro reciproca posizione,  dall'eventuale assorbimento del mezzo interposto e dalla temperatura delle loro superfici. La quantità di calore emessa da un corpo per irraggiamento, infatti, è proporzionale alla quarta potenza della temperatura. Questo significa che al crescere della temperatura l'irraggiamento diventa il meccanismo di conduzione  del calore preponderante, rispetto alla conduzione e alla convezione. è  in grado di scaldare parzialmente l’ambiente in modo del tutto gratuito. Risulta  quindi consigliato, nel nostro paese che si trova nell’emisfero nord, esporre le  finestre verso sud per quanto possibile. In realtà poi questo diventa un  problema opposto in estate, quando gli apporti gratuiti del soli non sono  desiderati ed è per questo, vista anche la scarsa influenza di tale parametro, che esiste un punto di ottimo che indicativamente stima la superficie ottimale  delle pareti vetrate sul lato sud in circa il 40% della 

COMPATTEZZA DELL'EDIFICIO

La compattezza di un edificio è un parametro che ne influenza le prestazioni energetiche. Minore è, a parità di volume, la sua superficie esposta all’esterno, più un edificio è compatto. Quindi più un edificio è compatto  migliore  possiamo considerarlo dal punto di vista energetico. Ma vediamo di capire meglio questo concetto. Consideriamo due edifici di pari volume. Uno di forma A (in figura) e un altro di cubico (figura B). E’ intuibile facilmente come nel primo caso, il calore interno trovi molte più superfici  disperdenti da cui uscire rispetto al secondo che, essendo più compatto, presenta una minore superficie disperdente a parità di  volume.

FORME  GEOMETRICHE DEGLI EDIFICI
La figura solida per la quale il parametro della compattezza è il massimo possibile, è la sfera, ma è evidente che una figura del genere non è utilizzabile in edilizia. Si opta allora per il cubo: la forma geometrica che più si avvicina alla sfera per caratteristiche di compattezza. Tuttavia, lati del cubo di lunghezza 12-13 metri, possono causare problemi di illuminazione ed aerazione. La forma cubica, inoltre, è quella ideale nel caso di pareti con la stessa trasmittanza termica. Viceversa, nella realtà, la copertura per esempio, è caratterizzata da una trasmittanza diversa da quella delle altre pareti, pertanto, al fine di ottenere un equilibrio termico complessivo, si opta per una forma parallelepipeda con pareti  diversamente caratterizzate a seconda delle esposizioni.

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