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NON È DETTO CHE QUALCOSA CHE HA UN “NOME NATURALE” SIA PIÙ ECOCOMPATIBILE DI UN PRODOTTO OTTENUTO DAL RICICLO DI MATERIALE DERIVATO DAL PETROLIO.

 COSA SI INTENDE PER TRASPIRABILITA'       

Ogni giorno ci troviamo a dover affrontare i vari aspetti legati al risparmio energetico, spesso usiamo una terminologia che si presta a interpretazioni non univoche. Non sempre ci si sofferma sul reale significato di un termine, molte volte, attingiamo al “sentito dire”, ma non sempre  verifichiamo le fonti o, meglio, non sempre abbiamo il tempo per soffermarci a ragionare su quello che ci viene detto.

Traspirabilità
Da Wikipedia: In edilizia e nella scienza dei materiali, per traspirabilità di un materiale (in inglese “breathability”) si intende la capacità di un materiale (ad esempio un materiale edilizio o un materiale tessile) di essere attraversato dall’aria umida. La traspirabilità è in genere correlata alla porosità del materiale.

I vantaggi della traspirazione
Tanto più un materiale è traspirante, tanto più bassa è la possibilità che si crei condensa sulla sua superficie del materiale.
Il potere traspirante determina quindi una maggiore durabilità  del prodotto, in quanto l’acqua che verrebbe a formarsi in prossimità della superficie del materiale, lo renderebbe soggetto a maggiori sbalzi termici e più facilmente deteriorabile.
La traspirazione permette anche un migliore isolamento termico,  infatti l’aria in condizioni stagnanti (cioè in assenza di convezione) è un buon isolante termico e acustico, ma perderebbe queste sue proprietà in presenza di  acqua liquida, che invece presenta un elevato coefficiente di scambio termico. Inoltre un alto potere traspirante del materiale favorisce il ricircolo di ossigeno tra l’ambiente esterno e l’oggetto in esame (ad esempio il  luogo abitativo o un indumento).
La traspirazione gioca un ruolo importante anche nella scelta dei  tessuti degli indumenti: tessuti più traspiranti infatti fanno sì che l’umidità del corpo umano venga allontanata più facilmente, diminuendo così la condensazione del sudore, e aumentando il comfort. La traspirazione dei tessuti favorisce quindi la traspirazione biologica.[1] Nel caso di tessuti utilizzati nell’ambito dell’abbigliamento,  spesso si richiede che i materiali siano impermeabili e traspiranti allo stesso tempo.

Note
Nonostante la traspirazione umana sia favorita dalla traspirazione dei  tessuti, i meccanismi di questi due fenomeni sono piuttosto differenti: infatti la traspirazione umana ha natura biologica e ha lo scopo di abbassare la temperatura corporea, mentre la traspirazione dei materiali è un fenomeno  chimico-fisico che è legato semplicemente al passaggio dell’aria edell’umidità, e non altera sostanzialmente la emperatura del materiale.

Considerazioni
Questa definizione è perfetta, incredibile e perfetta. In poche  parole ha toccato tutti i punti della questione. Se non avessero inserito la “Nota”, avremmo dovuto farlo noi. Qui c’è tutto il malinteso che è alla base di affermazioni fantascientifiche sulla respirazione della casa fatta attraverso i muri.

Spieghiamo  meglio:
è assolutamente vero che l’eccessiva umidità all’interno delle abitazioni è determinata da una elevata produzione di vapore da parte degli abitanti (cucinando, lavandosi, mettendo il bucato ad asciugare sui caloriferi, ecc.). Qui va inserita anche l’eventuale esistenza di umidità di risalita  capillare che rilascia l’acqua, sotto forma di vapore, all’interno dei  locali.
Un valore medio ma indicativo, è di una produzione di 10 litri di acqua (sotto forma di vapore) a famiglia. Per ripristinare lo stato di benessere e per evitare danni quali condense e quindi muffe, cattivi odori ma anche degrado delle strutture, l’acqua o, meglio, l’aria umida in eccesso deve essere smaltita. Meno dell’uno per cento, riesce ad essere smaltita per diffusione (questo fenomeno è simile a ciò che avviene negli alveoli polmonari, le analogie si fermano qui, all’uso dello stesso termine), chiamiamola pure traspirazione attraverso muri e tetto.
Il 99%, non c’è dubbio, va eliminato mediante il ricambio dell’aria presente nei locali. Come?

Nel modo più semplice: aprendo le finestre, direbbe la Signora Maria, ed avendo una idonea cappa di aspirazione in cucina!

Ovviamente non è il solo modo, gli scambiatori termici sono  ottimi strumenti, già conosciuti nell’antichità, per mantenere un perfetto  equilibrio igrometrico, senza comportare, in modo significativo, spreco di  energia.
Esistono molti sistemi per avere una ventilazione meccanica  controllata, l’importante è prenderne coscienza, fidandosi della Signora Maria  o della tecnologia, vanno bene tutti e due i sistemi, basta che lasciamo  perdere le fantasie commerciali che ci hanno fatto credere, per anni, di aver  bisogno della “respirazione dei muri”!
È evidente che nell’arco della giornata, la presenza di umidità relativa varia con il variare dell’attività umana. Nei corsi di Igiene  Ambientale, si insegna, o almeno si insegnava ai miei tempi, che il comfort si  ha quando l’umidità relativa dei locali
non supera il 65-70%. All’arrivo di  quella soglia, deve attivarsi una forma di areazione. L’ideale è un igrometro  collegato ad uno scambiatore o, quantomeno, ad una bocchetta di scambio con  l’esterno. Questo per quanto riguarda la tecnologia, nella pratica, la Signora  Maria, capisce da sola quando è il momento di aprire una finestra!

Certo, se fuori piove e noi teniamo la finestra aperta per un’ora, quando chiudiamo le imposte, abbiamo inglobato una gran quantità d’acqua. La buona e brava Maria non si comporterebbe così, sa che per  cambiare l’aria viziata bastano 5 minuti!
Se poi, rivestiamo le pareti e i soffitti interni con del cartongesso, utilizziamo il caratteristico effetto spugna che risulta essere notevolmente superiore a quello dell’intonaco cementizio.
La capacità che un materiale ha di essere traspirante è espressa in µ, che indica quante volte il materiale in questione è meno diffusivo  rispetto all’aria. Il valore 1 di µ è attribuito all’aria in condizioni stazionarie. Per il discorso che facevamo sopra, cioè che il materiale di  finitura interna, svolge un effetto spugna temporaneo (tra una apertura di  finestra e l’altra, direbbe la Signora Maria), nessuno si sognerebbe di  lasciare un paramento interno con il nudo polistirolo che ha una µ = 80-200, (a seconda del tipo e della densità) ma, di sicuro, porrebbe una lastra di cartongesso con una µ=8,4 o, meglio ancora, uno strato di perline di legno  (non a caso nelle mansarde abitate è normale avere le perline nell’intradosso  del tetto)!
Tutto questo non per far respirare il muro ma per utilizzare la finitura interna come polmone nei momenti in cui la produzione di vapore acqueo sale, per poi ricederla quando la percentuale relativa ritorna entro i limiti di comfort.
Di sicuro non abbiamo detto tutto quello che c’era da dire sulla traspirabilità, speriamo solo di aver dato un contributo di chiarezza.

La traspirabilità, il valore µ (che si legge mù) e il valore Sd
La traspirabilità è espressa con il valore µ: il valore µ ci dice quanto un materiale sia ermetico  o permeabile al vapore!
Un valore µ basso è indice di alta permeabilità al vapore (molto traspirante).
Quello del legno è circa 40: cioè quaranta volte più ermetico dell’aria.

Esempi di valore µ:

  • nel pannello in fibra di legno è pari a 7

  • nel polistirolo è 70

  • nella barriera vapore è 100.000.

  • nel telo Traspirante è 60.000

  • nel rivestimento del cappotto 400


Nel caso delle guaine il potere di traspirazione viene espresso con

  • il valore Sd in metri (valore µ per lo spessore)

  • oppure WDD (in gr/mq 24 h), cioè la quantità di vapore acqueo che può traspirare un metro quadro di sup. in 24 ore.


Una barriera a vapore non fa passare neanche 1 grammo di vapore acqueo in 24 ore per metro quadro. 
Il valore Sd (cioè la resistenza al passaggio del vapore) si ottiene moltiplicando il valore µ per lo spessore del materiale:
intonaco: valore µ = 5  spessore cm.1,5   Sd = 5 x 0,015 = 0,075  quindi un Sd = 0,075
cartongesso: valore µ = 8  spessore cm.1,2   Sd = 8 x 0,012 = 0,1  quindi un Sd = 0,1
polistirolo : valore µ = 70  spessore cm.1,2   Sd = 70 x 0,012 = 0,1  quindi un Sd = 0,84
un telo freno al vapore o un telo traspirante ha un valore Sd solitamente > 5

Ecco per esempio perché se facciamo un isolamento dall’interno è una buona soluzione posare anche un telo con proprietà di freno al vapore: l’intonaco o il cartongesso non sono proprio dei freni al vapore! ​

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